
Labbro superiore, mento, guance: qui prima di trattare conviene capire il perché.
Sul viso c'è una domanda da fare prima di qualsiasi altra: da quando. Una peluria che c'è sempre stata e una comparsa negli ultimi mesi sono due situazioni diverse, e la seconda merita un controllo medico prima di iniziare un percorso estetico. Squilibri ormonali, tiroide e sindrome dell'ovaio policistico si manifestano spesso così.
Non significa che non si possa trattare: significa che se la causa resta attiva, il pelo ricresce e il percorso non si chiude mai. Un centro serio la domanda te la fa. Se nessuno te la fa, è un segnale.
Tecnicamente il viso richiede cautela: la pelle è sottile, esposta al sole tutto l'anno e più soggetta a reazioni pigmentarie. Le sedute sono ravvicinate, ogni tre-quattro settimane, perché il ciclo del pelo qui è più rapido. E l'esposizione solare va gestita con attenzione anche in inverno.
Sulla tecnologia: su questa zona il diodo è la scelta più comune, mentre l'alessandrite conviene solo su pelle chiara con pelo scuro e l'Nd:YAG diventa necessario sui fototipi più scuri. Chiedi in consulenza quale sorgente useranno e perché proprio quella.
No, è una credenza. Quello che succede a volte è che peli sottili e chiari, prima invisibili, vengano stimolati: è raro e il centro dovrebbe parlarne.
Meglio aspettare almeno ventiquattro ore. La pelle è irritata e i cosmetici possono peggiorare la reazione.
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